Maria Luisa, grazie di aver accettato la nostra intervista! Siamo particolarmente contenti di intervistarti, visto che sei una delle prime professioniste ad esserti affiliata alla nostra Community di consulenti indipendenti, selezionati.

DOMANDE:

Ci dai una veloce panoramica delle tue esperienze professionali?

Grazie per l’intervista, è un piacere concedervela. About me, ho iniziato 10 anni fa, con un percorso nel digital, all’inizio orientato alla sentiment analysis e al community management, con società come Digital Pr, per importanti brand del mondo fashion e consumer elettronics; poi un giorno ho ricevuto la chiamata dal fantastico mondo dell’eCommerce e sono diventata web marketing specialist in Mondadori (all’epoca www.bol.it), continuando a crescere nell’eCommerce in varie aziende piccole e medie, fino ad arrivare in Carpisa e nel progetto di digitalizzazione della Pianoforte Holding (Carpisa- Yamamay- Jached). In Carpisa sono stata eCommerce manager e sono riuscita ad avviare il progetto eCommerce nella sua fase di startup. Ho continuato la mia strada nell’eCommerce management e digital marketing per aziende di design, meno note in Italia, orientate all’esclusiva vendita online world-wide di prodotti d lusso. Qualche anno fa, sono approdata in Crai Secom S.p.a per il lancio di craispesaonline.it, come digital marketing manager. Nel frattempo ho avviato anche la mia carriera di consulente in e-commerce management e digital marketing.

Cosa ti ha spinto, a un certo punto della tua carriera, a intraprendere un percorso da consulente indipendente?

La necessità di guidare in maniera attiva il cambiamento, provando a fare qualcosa in più per le aziende Italiane, ancora molto indietro rispetto alla media europea. La passione che batte la paura nel perdere le proprie sicurezze (stipendio fisso- lavoro fisso) è mossa per lo più da bisogno intellettuale di essere parte attiva del grande cambiamento economico, commerciale e sociale che stiamo vivendo.

Il digitale sta portando grandi cambiamenti a livello globale e in Italia, seppure con un certo ritardo, iniziano a vedersi dei segnali di cambiamento importanti. Quali saranno secondo la tua esperienza le principali sfide da qui ai prossimi anni per le aziende italiane.

La capacità di internazionalizzare. Il sistema impresa Italia deve imparare a sfruttare il digitale per comunicare e vendere i propri prodotti e servizi in tutto il mondo, dal turismo alla moda, dalla gastronomia al design e alla meccanica, siamo un paese pieno di ricchezza non sfruttata. Inoltre è necessario che si vengano a creare delle scuole di formazione di ALTO PROFILO in merito allo STARTUP MANAGEMENT e ACCELERATORI di impresa, poiché l’interesse e la volontà di gestire il cambiamento è sentita da molti, ma siamo ricchi anche di dilettanti allo sbaraglio o presi in giro da

formatori improvvisati dell’ultimo minuto.

Il nostro tessuto economico è composto in prevalenza da PMI. Esiste ancora dal tuo punto di vista un gap culturale che limita l’adozione di strumenti digitali da parte delle piccole imprese? Quali sono i principali benefici di cui potrebbero beneficiare queste tipologie di imprese dall’adozione dagli strumenti di digital marketing?

Ho a che fare quotidianamente con PMI, e la maggior parte di queste non ha ancora ben chiaro come affrontare i cambiamenti digitali e la sfida da questi imposti. Il gap è senza dubbio culturale e formativo e limita le decisioni e atterrisce gli imprenditori, sempre più soli e poco informati sulla digitalizzazione. Avendo già lavorato con molte di queste imprese, posso garantire che i benefici sono stati molteplici:

  • Automatizzazione di processi interni (buying- sellig);
  • Internazionalizzazione;
  • Accesso ad una comunicazione glocal (dal locale verso il globale);
  • Sviluppo di nuovi modelli di business.

Adesso, qualche domanda un po’ più personale. Hai avuto una o un mentore o in generale un imprenditore / imprenditrice o businessman che ti hanno ispirato?

L’ispirazione e la voglia di fare di più non è nata da un solo imprenditore, ma da una serie di casistiche vissute come consulente che mi hanno ispirato, soprattutto da capitani di impresa di una certa età, che hanno fiutato nel digitale una possibile svolta nel loro business. Resto basita e felice quando, i primi a volere il cambiamento sono proprio i fondatori, 70enni o 80enni che respirano un mood imprenditoriale diverso ancor prima dei figli o dei successori.

Quali sono le principali difficoltà che riscontri nella tua professione da freelance?

Riuscire ad abbattere il muro della diffidenza, nato in seguito a pessime esperienze o ad una formazione mordi e fuggi con il ‘fuffarolo’ del momento. Le questioni di budget. La mancanza di programmazione e visione strategica, cioè nel medio lungo periodo.

Un consiglio per tutti i consulenti indipendenti “in ascolto”?

Non mentite, giurate di lavorare solo per il bene del business del cliente, quindi siate in grado di dire no anche a discapito del vostro fatturato.

Cosa ti ha portato ad entrare a far parte della community di consulenti LinCo?

Da buona eCommerce manager cerco di sfruttare ogni canale per la mia visibilità e per promuovermi al meglio. Stiamo vivendo una particolare epoca storica in cui la maggior parte di noi non è più solo consumatore, ma anche Prodotto.